Didot: una font di eterna eleganza

Possiamo dire che, nel panorama della tipografia mondiale, il Didot sia una pietra miliare anche per l’innovazione fondamentale realizzata da Francois Ambroise Didot.

Nel 1780 Didot inventò nientemeno che il punto tipografico, l’unità di misura dei caratteri: è un passaggio assolutamente fondamentale nella storia di questa disciplina. Prima di questa invenzione infatti, ogni font e ogni sua relativa famiglia avevano una dicitura diversa e, come potete ben capire, questo non aiutava il già difficile lavoro dei compositori delle pagine. Portando finalmente le misure dei corpi in un’unità espressa in punti fu invece possibile declinare un carattere in varie misure.

Il figlio di Francois, Firmin, disegnò il Didot, un carattere geometrico graziato di assoluta purezza, tutt’ora apprezzatissimo. Persino Bodoni se ne innamorò a tal punto da inciderne numerose varianti, contribuendo alla sua diffusione in tutta Europa nonostante alcuni problemi portati dalla finezza delle grazie.

Nel Didot infatti le grazie sono finissime e, se utilizzato in corpi troppo piccoli (come potrebbe accadere nei biglietti da visita ad esempio), possono portare a dei problemi nella stampa: non dimenticatevene se deciderete di utilizzarlo. E per lo stesso motivo state molto attenti nel caso di stampa in bianco su fondo nero: il rischio di veder scomparire le parti più filiformi delle lettere nello sfondo è molto elevato.
Di questa font esiste una versione digitalizzata dalla Linotype su disegni eseguiti nel 1991 da Adrian Frutiger basandosi sulle forme incise da Didot dal 1799 e il 1811: si tratta del «Linotype Didot».
Un altra variante del Didot è il cosiddetto “H&FJ Didot“, disegnato da Hoefler nel 1991.
In quest’ultima versione riscontriamo che il corsivo è stato un poco modificato per funzionare anche con un utilizzo in grandi dimensioni e sono state progettate molte varianti di peso, oltre che i numeri, che lo stesso Didot non aveva mai creato.

Se questa font vi esalta, la potete trovare in veramente molte versioni: nel caso vi piaccia (o vi serva) una versione particolarmente condensata il “Fashion Didot“, creato dalla BA Graphics, è quello che fa per voi .

Più di duecento anni e non sentirli: Didot, una font che per fortuna si continua ancora ad utilizzare.

 

(fonte: www.iprintdifferent.com)